Ecco come io sto vivendo questa quaresima

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Ecco come io sto vivendo questa quaresima particolare o quarantesima.
<<Nella fede nel Padre che ci ama tutto può diventare occasione: è la creatività dell’amore. Anche questo inizio di quaresima particolare, che non possiamo celebrare insieme, nella fatica ci dona l’opportunità per riscoprire che la Quaresima non inizia in automatico, semplicemente perché la chiesa celebra il rito delle ceneri, ma perché nel mio cuore decido di incamminarmi su questo sentiero di purificazione verso la Pasqua. Nell’assenza delle celebrazioni ci è donato così lo spazio di una stupefacente attenzione al cuore. Al mio cuore. Al mio desiderio.>>

Queste sono state le parole della predica del mio curato di domenica 8 marzo. Oggi più che mai è una mia scelta vivere la Fede e soprattutto tenerla Viva. Mi sento chiamata a coltivarla nonostante sia chiusa fra le mura di casa, lavorando comunque 8 ore al giorno davanti al PC. Mi ritaglio un’oretta tutti i giorni, solitamente dopo pranzo, per meditare il Vangelo… sto riscoprendo di essere prima di tutto figlia infinitamente amata dal Padre. Inizio ad intuire la bellezza che c’è nella mia vita e il progetto che il Signore ha per me affidandomi giorno dopo giorno e scoprendolo insieme a Lui.
AF

Noi stiamo vivendo questo tempo in modo molto semplice. Condividiamo tutto con i nostri bambini e preghiamo ogni sera seguendo la Novena proposta su YouTube in diretta. Ogni sera accendiamo già da almeno un paio di settimane una lanterna che teniamo sulla finestra. Di solito la accendiamo nel periodo natalizio o nei momenti forti. E questo è un momento in cui ci affidiamo al Padre e riscopriamo quanto sia bello essere uniti, stare insieme, anche se con nostalgia per genitori, fratelli e amici che possiamo sentire solo telefonicamente.
Siamo anche andati in chiesa per una preghiera spontanea e ricevere l’eucarestia nelle scorse settimane, ma temo che nei prossimi giorni rimarremo uniti solo nella Comunione spirituale vista la delicatezza della situazione
Essere laici cristiani oggi è anche essere responsabili del bene comune che è quello di evitare di diffondere il contagio e avere rispetto per le regole. Sostenere quanti lavorano in corsia …

Domenica 15 marzo, seduta in camera, Vangelo e commento di questa silenziosa e primaverile domenica, e di sottofondo in salotto una selezione di brani da Spotify, che passano da Carboni, Antonella Ruggero e Mia Martini…queste sono le mie domeniche da credente.
Nelle nostre case la Fede diventa intima, solitaria, assente o assieme agli altri componenti della famiglia…ognuno di noi ha la sua storia, il suo percorso, consolidato, di dubbi, domande o salde risposte, in questo tempo dove tutto sembra sospeso. Credo che ognuno cerchi di trovare un senso a ciò che sta accadendo, non riducendo il dialogo con il Signore ad una richiesta fatalistica con speranze di soluzioni magiche, ma in un dialogo di Speranza e Fiducia…e soprattutto un affidare, con le nostre preghiere, lo sforzo estremo di chi in prima linea (medici, infermieri, personale sanitario, politici, volontari, forze dell’ordine, ricercatori…) combatte per la vita di ognuno di noi.
In questo momento mi chiedo, anche se mi manca la comunità cristiana, quel senso di ritrovarsi assieme a condividere un rito, un incontro settimanale…e non so esattamente rispondere a questo, perché i sentimenti sono contrastanti. Devo dire che finché avevamo la possibilità di andare in Chiesa, avvolti da un infinito silenzio, è stato bello…recuperare quell’intimità dove i rapporti di affetto e amore trovano la loro giusta collocazione, è stato come ritornare a riscoprirsi innamorati in una coppia che è abituata da anni e anni a stare assieme…
Ogni momento della nostra vita bello o brutto che sia, può diventare un’occasione di crescita personale e collettivo…qui si misura il nostro essere credenti. EM

Oggi mio marito, uscendo di casa per andare nel suo studio a suonare (è musicista), mi ha detto: “Torno un po’ prima delle sette, per andare a Messa”. Adesso però andare a Messa non vuol dire altro che sedersi sul divano e accendere la TV…io personalmente sto vivendo con un po’ di difficoltà la mancanza della celebrazione comunitaria. Sembra quasi che la domenica sia un po’ meno domenica e riunirsi davanti alla TV seppur come famiglia, piccola chiesa domestica, non è la stessa cosa. Ma secondo me è giusto e sano sentirne la mancanza, è delle cose importanti che bisogna avere nostalgia. Ed è bello sentire la gente dire: “ma almeno la Messa potevano farla”, “ma almeno la chiesa potevano lasciarla aperta” significa che dopotutto è ancora una delle cose importanti di cui si deve avere nostalgia. LC

La mancanza della vita comunitaria si sente. Ci manca l’incontro con il nostro parroco e tra di noi laici, con alcuni dei quali ci si vedeva quotidianamente e questo incontro permetteva una vigilanza forte e attenta alla vita di ognuno.
Fortunatamente i mezzi di comunicazione ci offrono tra le tante possibilità anche quella di tenerci in contatto tra di noi per farci un po’ di compagnia, per raccontarci come affrontiamo questo difficile momento ed essere pronti ai bisogni di quelli più in difficoltà.
La nostra formazione ci ha allenati anche alla preghiera personale, con la recita di lodi , vespri e compieta. Tutto sommato questo eremitaggio “coatto” può in fondo giovare alla nostra salute spirituale, a gustare un po’ la lentezza, la riflessione.
Non ci sentiamo soli, abbiamo il Signore che veglia su di noi e una cerchia di amici che ci circondano con il loro affetto. PZ

In questo periodo doloroso per noi cristiani la mia fede viene in un certo senso purificata; mi rendo conte che la pratica e il culto non sono tutto. Mi propongo di pregare più intensamente e di compiere quotidianamente opere di carità fosse anche solo fare una telefonata ad una persona sola, dimenticata. GG

 

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